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Conoscere Dio al giorno d'oggi, sviluppo e significato della vita.
Metodologia dello Sviluppo Spirituale.

 
Che cosa è l’uomo
 

L’Insegnamento originale di Gesù Cristo/Che cosa è l’uomo


Che cosa è l’uomo

Nel libro della Genesi del Vecchio Testamento si legge un’affermazione che dice che Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza.

Alcune persone che credono che l’uomo sia un corpo, conclusero che Dio-Padre ha l’aspetto di un corpo umano. Ed essi iniziarono a rappresentarlo nella forma di un vecchio seduto su una nuvola.

Ma l’uomo non è un corpo, l’uomo è una coscienza, un’unità di energia auto-cosciente che dimora temporaneamente in un corpo o fuori di esso. E anche Dio è una Coscienza.

Un uomo comune è una piccola coscienza. Ma Dio è l’Infinito Oceano di coscienza dell’intero universo.

Il compito di ognuno di noi è di ottenere una somiglianza qualitativa con Dio e una crescita sufficiente sul piano quantitativo, e quindi infonderci in quell’Oceano e diventare uno con Esso.

Ma diventare saggi e grandi non è abbastanza. L’uomo mandato nel mondo per l’auto-perfezionamento si abitua a vivere in dimensioni spaziali dense anche senza un corpo. E queste dimensioni sono così lontane da Dio-Padre che da esse non può nemmeno essere visto.

Anche come spirito di forma non corporea, non si può entrare in reami più sottili. Quindi le persone - spirito che sono molto lontane dalla Perfezione possono solo sapere alcune cose riguardo Dio, ma non Lo hanno visto o sperimentato.

Per avere esperienza del Creatore bisogna diventare:

a) sviluppati intellettualmente per essere capaci di capire dove e come andare a Dio, premesso che la strada verso la Dimora del Creatore è molto più difficile di qualunque strada sulla Terra;

b) eticamente perfetti così che Dio permetta di avvicinarLo, altrimenti non dà il permesso,

c) forti, perché si ha bisogno di tremenda potenza e resistenza per spostarsi da un eone all’altro; la potenza in questione non è la potenza del corpo, ma quella della coscienza.

Inoltre, la coscienza deve imparare a vivere nello stato di “sottigliezza” del Creatore. Lo sviluppo di poteri della coscienza grossolani significa spostarsi nella direzione opposta rispetto al Creatore.

Il compito di conoscere le dimensioni spaziali più sottili è facilitato grazie alla struttura multidimensionale dell’organismo umano (non del corpo, ma dell’organismo). Si può affermare che ogni umano è rappresentato potenzialmente in tutti i regni sottili. Ma questo non è ciò che gli occultisti descrivono nei loro libri; non ha senso fare attenzione ai nomi che hanno inventato per diversi corpi non materiali che ogni uomo a loro detta avrebbe.

Ma lo Spirito Santo (Prima lettera ai Corinzi, 6:19), così come Dio-Padre (Prima lettera ai Corinzi 3:16-17) veramente “dimorano in noi” — Essi restano nelle profondità multidimensionali in profondità sotto ai nostri corpi;

“il Regno di Dio è in mezzo a voi” (Luca, 17:21), disse Gesù. Ed è sufficiente “tuffarsi”… Ma per capirlo, la maggioranza delle persone ha bisogno d’anni o svariate incarnazioni.

Abbiamo discusso i metodi di raffinamento della coscienza all’inizio del libro. Si comincia con la correzione della sfera emozionale: sbarazzandosi delle emozioni grossolane e coltivando quelle sottili. Quindi bisogna pulire e sviluppare il cuore spirituale e altre strutture dell’organismo. Solo dopo di questo può iniziare il lavoro all’esterno del corpo materiale.

La parte più importante dell’organismo umano è la radice (Romani 11:16,18). È una “connessione” tra il chackra anahata all’interno di un corpo umano e la dimora del Creatore. Esplorando gradualmente questa struttura dell’organismo e la multidimensionalità dello spazio attorno ad esso, con il tempo capiamo che ognuno di noi come risultato dell’incarnazione riceve un qualche tipo di struttura multidimensionale, che dobbiamo riempire nel processo di auto-realizzazione (=Realizzazione di Dio) con la coscienza che cresce dal chackra anahata. Solo dopo avere capito ciò, si ha la possibilità non soltanto di entrare nella Dimora del Creatore per una volta, ma anche di stabilircisi in Unione con Lui.

Ora, è facile capire che cosa s’intende con l’affermazione nel Vecchio Testamento che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio: l’organismo umano con la sua natura multidimensionale rappresenta un piccolo modello dell’universale Assoluto multidimensionale.

L’organismo umano ha una rimarchevole caratteristica: le energie che riceve dall’esterno (dal cibo, prima di tutto) possono essere usate non solo per sostenere le funzioni vitali del corpo, ma anche per la crescita della coscienza. Grazie a questo, la coscienza può crescere come i muscoli crescono grazie alle componenti materiali dei cibi.

Consideriamo che sono i muscoli che lavorano, quelli che crescono. Al contrario, quelli che non lavorano si atrofizzano. È lo stesso con la coscienza: cresce (se cresce veramente, e non s’indebolisce a causa d’emozioni negative dominanti o lunghe estenuanti malattie) in quella dimensione spaziale in cui lavora.

Il particolare lavoro mirato al raffinamento, all’allontanamento dall’attaccamento alla materia e alla crescita della coscienza, si chiama meditazione.

Tutti i processi di trasfigurazione e sviluppo di una coscienza individuale sono possibili solo nello stato incarnato, perché è attraverso gli organi del corpo che otteniamo l’energia necessaria a questi processi. In altre parole, l’organismo è un tipo di fabbrica che converte l’energia contenuta nella materia del cibo, in energia per la coscienza.

Voglio evidenziare che la crescita della coscienza può essere corretta o sbagliata. Quest’ultima accade quando la coscienza cresce nelle dimensioni più grossolane. Questo processo dipende dalla nostra comprensione dei principi e degli obiettivi delle nostre vite, dal livello di pulizia dai vizi, dal modo di comunicare con le altre persone, dall’adeguatezza dei metodi di lavoro spirituale che usiamo, e anche da quello che mangiamo.

Come risultato del lavoro corretto con la coscienza, sì “nasce” nelle dimensioni spaziali sottili, e lì sì “matura”. Questo è ciò che Gesù provò a spiegare a Nicodemo (Giovanni, 3:3,5-7), che colui che “nasce” nella Dimora del Padre, e riesce a “maturare” lì durante il tempo dell’incarnazione, diventa una cosa sola con il Padre. Gesù disse quanto segue: “In Verità, vi dico, se un uomo non nasce nell’elemento dello Spirito, egli non può entrare nel Regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è Spirito”. Ma i traduttori non capirono quest’affermazione, la tradussero in base alla loro comprensione, e diventò quasi impossibile capire che cosa Gesù intendesse. Come risultato-la gente decise, che Gesù comandò solo di accettare il “battesimo dello Spirito Santo” — e non si fece problemi. Per esempio, nell’ortodossia russa un prete soffia tre volte dalla sua bocca nel volto del battezzato e dice che lui/lei riceve il “battesimo dello Spirito Santo”. Ed è tutto…

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