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Conoscere Dio al giorno d'oggi, sviluppo e significato della vita.
Metodologia dello Sviluppo Spirituale.

 
Inferno e paradiso
 

L’Insegnamento originale di Gesù Cristo/Inferno e paradiso


Inferno e paradiso

Oltre agli eoni del Cielo sopra menzionati e alla dimensione materiale, esistono altre dimensioni spaziali all’altro capo (relativamente al Creatore) della scala grossolanità-sottigliezza. Sono le dimensioni dell’inferno.

Si possono percepire in certi luoghi di potere negativi.

La caratteristica specifica dei luoghi di potere [4] è la presenza di qualche forma d’energia dominante proveniente da mondi non materiali, che influenza lo stato degli esseri incarnati, inclusa la gente.

I luoghi di potere possono essere classificati in negativi e positivi, in base al loro effetto negativo o positivo. Ci sono luoghi di potere positivi che sono particolarmente favorevoli allo svolgimento di particolari tipi di lavoro spirituale, o per la guarigione. I luoghi di potere negativi permettono di conoscere come sia la vita in vari eoni infernali.

La dimensione dei luoghi di potere può variare da un metro a svariati chilometri.

È importante per noi capire ora che cosa determina lo stato e le dimensioni dello spazio — paradisiache o infernali — dove la gente si ritrova alla morte del proprio corpo fisico. La risposta è piuttosto semplice: nell’altro mondo l’uomo rimane nello stesso stato al quale si è abituato mentre viveva nel corpo fisico. Continuerà ad esistere in quello stato fino alla sua successiva incarnazione, di solito per centinaia d’anni. Questa è la ragione per cui è estremamente importante avere il controllo delle proprie emozioni e non vivere come animali, reagendo impulsivamente a fattori esterni piacevoli e spiacevoli, e agli impulsi (che vengono) dalle profondità del corpo.

Vari stati emozionali possono essere classificati in base alla scala sottigliezza-grossolanità.

Tra i più grezzi figurano odio, furia, rancore, disgusto, paura, disperazione, ansietà, gelosia, depressione, risentimento, oppressione, dolore da separazione, eccetera.

Le posizioni intermedie sono occupate da fretta, impazienza, eccitazione sportiva o lavorativa, passione sessuale (desiderio passionale), eccetera.

Stati più alti della consapevolezza sono tenerezza (inclusa quella tinta di sessualità), stati che sorgono quando ci si sintonizza su fenomeni naturali armoniosi (mattino, primavera, intimità, calma, canzoni dei più bravi uccelli canterini, mammiferi che giocano, eccetera) o su alcuni capolavori di varie forme d’arte.

Ci sono altre tre categorie tra i più alti stati di consapevolezza. Non sono presenti tra le emozioni “terrene”, non c’è cosa terrena che le possa suscitare. Possono essere sperimentate solo attraverso le più alte meditazioni d’Unione con lo Spirito Santo nei Suoi stati prima menzionati, e con Dio-Padre nella sua Dimora.

Dei tre gruppi di stati emozionali precedentemente nominati, il primo è chiamato tama, il secondo (intermedio) raja e il terzo sattva. Tama, raja e sattva sono attributi “terreni” e sono chiamati guna. Le categorie più elevate “trascendono i guna”.

L’uomo ha la possibilità di innalzarsi da un guna all’altro e a più alti livelli facendo sforzi spirituali, ma può anche scendere.

Bisogna premere sul fatto che ciò di cui stiamo parlando qui non è solo la capacità di sperimentare particolari emozioni, ma è lo stato di coscienza abituale per una persona. È lo stato abituale al momento della morte che determina il proprio destino per centinaia d’anni.

Riflettiamo: “Voglio stare per tanto negli stati della prima categoria, fra altri esseri che sono come me?” Questo è l’inferno.

Se biasimiamo “loro” — altre persone o determinate circostanze — per le nostre emozioni, siamo in errore. Ci sintonizziamo anche noi a tali persone o circostanze, mentre dovremmo armonizzarci con Dio, con il Divino che può salvarci dall’inferno. L’apostolo Paolo disse a riguardo, “evitate il male, attaccatevi al bene” (Romani, 12:9).

Per lo stesso motivo, ci si dovrebbe attenere ai seguenti principi:

“Amate i vostri nemici, benedite chi vi perseguita, fate del bene a quelli che vi odiano e pregate per coloro che vi insultano e vi danno la caccia…” (Matteo, 5:44).

“Mettetevi d’accordo velocemente con il vostro avversario…” (Matteo, 5:25).

“Benedetti sono gli operatori di pace…” (Matteo, 5:9).

“… Non opponete resistenza ad una persona crudele. Se qualcuno vi colpisce sulla guancia destra, porgetegli anche l’altra. Se qualcuno vuole farvi causa e prendervi la tunica, voi lasciategli anche il mantello. Se qualcuno vi costringe a fare un miglio, voi fatene con lui due” (Matteo, 5:38-41).

“Non giudicate…” (Matteo, 7:1).

“… Non condannate…”(Luca, 6:37).

“… Non abbiate paura di coloro che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima” (Matteo, 10:28).

“… Date a chiunque vi chieda. E a chi prende i vostri beni, non chiedeteli indietro” (Luca, 6:30).

“Chi fra voi è saggio e accorto? Lasciate che lo mostri con la sua buona condotta, con le opere fatte nell’umiltà che viene dalla saggezza. Ma se nei vostri cuori ospitate invidia amara ed ambizione egoistica, non vantatevene e non negate la verità. Tale ‘saggezza’ non scende dai Cieli, ma è terrena, non spirituale, del diavolo…” (Giovanni 3: 13-15).

“Chiunque dichiari di essere nella luce, ma odia il suo fratello, è ancora nelle tenebre” (1 Giovanni, 2:9).

“Benedite coloro che vi danno la caccia: benedite e non maledite…”

“Non ripagate alcuno con male per male. Cercate di fare ciò che è giusto agli occhi di tutti…”

“Non vendicatevi…”

“Se il tuo nemico è affamato, dagli da mangiare. Se ha sete, dagli qualcosa da bere…”

“Non siate sopraffatti dal male, ma sopraffate il male con il bene” (Romani, 12:14-21).

“Perché giudichi tuo fratello? … Perché ognuno di noi renderà conto di se stesso davanti a Dio. Quindi smettiamola di giudicarci a vicenda. Piuttosto, imponetevi di non mettere alcun ostacolo sulla strada dei vostri fratelli” (Romani, 14:10-13).

“… Se qualcuno è colto in flagrante peccato, tu che sei spirituale dovresti correggerlo gentilmente. Ma sii accorto, o anche tu potresti essere tentato” (Lettera ai Galati, 6:1).

“Non lasciare che alcuna parola cattiva esca dalla tua bocca, ma dì ciò che è utile per la necessaria edificazione, così che porti giovamento agli ascoltatori” (Lettera agli Efesini, 4:29).

“… Dovete sbarazzarvi di tutte le cose come queste: rabbia, furia, malizia, calunnia, e dal linguaggio osceno che esce dalle vostre labbra…” (Lettera ai Colossesi, 3:8).

“… Non ripagate il male con il male o l’insulto con l’insulto” (Prima lettera di Pietro, 3:9).

“Chiunque odi il suo fratello è nell’oscurità e vaga nell’oscurità; non sa dove va, perché l’oscurità lo ha accecato” (Prima lettera di Giovanni, 2:11).

“Perché tali azioni non ti aiuterebbero a raggiungere la tua salvezza, e tu cadresti nello stato di degradazione morale dove furto, menzogna e omicidio sono considerati buone azioni.

“Ciò nonostante, esiste un miracolo che è possibile compiere per l’uomo. È quando, colmo di fede sincera, decide di sradicare dal suo cuore tutti i cattivi pensieri, e quando per ottenere ciò egli abbandona i sentieri dell’iniquità” (La vita di San Issa, 9:17; 11:8).

Probabilmente, alcuni lettori obietteranno: “Ma stare lontani dal male e curarsi solo della propria salvezza è egoismo. Cosa ne è delle persone crudeli? Lasciamo che continuino a compiere ogni sorta di cose malvagie?!”

Siete in errore: stiamo parlando essenzialmente di stati della coscienza. Anche lottare contro i criminali, contro i più abominevoli comportamenti umani, se questo è nostro dovere, può essere fatto senza odio, furia, avversione, ma in uno stato emotivamente calmo e in armonia con la Divinità. Per mezzo d’emozioni infernali possiamo solo fare del male — sia a noi sia agli amici…

È anche importante capire che le emozioni forti non turbinano solo all’interno del corpo: creano campi di energia intorno a lui, che influenzano altre persone e possono perfino farle ammalare.

Se ci atteniamo ai principi di Cristo, non abitueremo noi stessi e gli altri all’inferno, nemmeno mentre partecipiamo alle battaglie “terrene”.

Lasciate che lo ripeta nuovamente: non sto consigliando a chiunque di stare lontano dalla vita sociale, dalle necessità della gente, e non solo della gente. “Nessuno ha amore più grande di questo, che l’uomo dia la vita per i suoi amici” (Giovanni, 15:13), disse Gesù. Ma mentre si fa questo, si dovrebbe evitare di provare odio, furia o risentimento. Si dovrebbero provare calma e amore, mantenendo l’attenzione fissa sulla meta più elevata — il Padre Celeste. È in questo modo che Gesù andava incontro alla Sua morte.

… Mente siamo nei corpi terreni, possiamo cambiare arbitrariamente le nostre abitudini di vita, in particolare lo stato emotivo, con l’aiuto di metodi di auto-regolazione psichica e di varie tecniche di meditazione. Possiamo anche ricevere aiuto da altre persone, al fine di diventare migliori possibile. Una volta che il corpo è morto, è impossibile cambiare il proprio stato. Nessuno sarà in grado di prestare aiuto. Gesù Cristo non portò i peccatori fuori dall’inferno; anche le preghiere dei santi o di chiunque altro non possono farlo. Si può cambiare il proprio destino solo mentre si vive nel corpo terreno.

* * *

I nostri destini nelle attuali o future incarnazioni sono influenzati dai nostri vizi. Per esempio, se ignoriamo la sofferenza degli altri esseri viventi (non solo delle persone) e li facciamo soffrire, allora Dio ci farà perdere il vizio. Come? Mettendoci in situazioni nelle quali noi soffriremo, così da potere — attraverso la sperimentazione del dolore — imparare ad essere compassionevole nei confronti del dolore degli altri. In questo modo programmiamo i nostri destini a diventare “inferno sulla Terra”; inoltre in tali condizioni sarà molto più difficile raffinare le emozioni.

Che cosa dovremmo fare per sbarazzarci dei vizi che ci distruggono? — Pentirci!

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